Dottoressa Mariangela Sannia del Centro di Salute Mentale

“Il lavoro nel percorso di costruzione di una nuova identità sociale: la rete.” – Intervista alla Dottoressa Mariangela Sannia del Centro di Salute Mentale.

Questo articolo racconta una nuova prospettiva sul progetto INCLUDIS: quella degli operatori coinvolti. Lasciamo spazio all’esperienza diretta della Dottoressa Sannia del Centro di Salute Mentale di Sassari che per la seconda volta partecipa al progetto.

Il Centro di Salute Mentale, o CSM, è un punto di riferimento fondamentale per la città. E’ un servizio territoriale che coordina tutti gli interventi di prevenzione, cura, riabilitazione dei cittadini che presentano patologie psichiatriche. Svolge inoltre delle funzioni di assistenza focalizzate al ripristino del benessere del singolo e agisce sulle sfere dei bisogni primari della persona, aiutando gli utenti a interpretare e soddisfare le proprie necessità evolutive. Gli assi di assistenza sui quali interviene più spesso sono quelli dell’ABITARE, del LAVORO, della FORMAZIONE.

Le azioni intraprese dal CSM aiutano le persone con fragilità a trovare il loro posto nel mondo.

In merito al progetto INCLUDIS questo Ente svolge una mansione delicata, fondamentale, insostituibile. Attraverso il coordinamento di più figure, tra cui assistenti sociali, cooperative, associazioni, educatori professionali che si occupano del tutoraggio, si cerca di restituire all’individuo con fragilità la rete di salvataggio di cui necessita per raggiungere una vita più equilibrata. Queste azioni di partenariato sono il punto di forza di INCLUDIS poiché mettono a disposizione di famiglie e ragazzi figure professionali e assistenza, lungo tutto il percorso socio-lavorativo. Questo tirocinio diventa un’esperienza partecipata e condivisa la cui buona riuscita è resa possibile solo dall’unione di più elementi.

Entrando nel vivo di questo ampio argomento, la chiacchierata con la dottoressa si è soffermata sui punti salienti attorno ai quali ruota il lavoro del CSM. Si è parlato di quali sono alcuni dei fattori che innescano un disequilibrio della psiche, delle tipologie di disagio e fragilità, della gestione del dolore nella vita quotidiana, del ripristino dell’equilibrio del benessere delle persone con fragilità. Durante l’intervista ci si è concentrati anche sulla definizione di malato psichiatrico perché è luogo comune credere che il CSM sia un servizio dedicato solo a questo genere di utenza. E’ stato interessante scoprire come il termine e il suo significato oggi abbiano assunto una connotazione più ampia e più libera da pregiudizi. Si è ben lontani dalla figura di una persona definita pericolosa o imprevedibile. Coloro che si rivolgono al Centro di Salute Mentale oggi – post pandemia – molto spesso sono persone che si trovano ad affrontare una situazione difficile, senza una rete di salvataggio.

In generale quello che è emerso è che al Centro di Salute Mentale si accolgono non solo persone con malattia psichiatrica, ma anche persone rese fragili da episodi di vita difficili da superare e gestire. Più in generale si è convenuto sul fatto che tutti noi nella vita possiamo ritrovarci ad affrontare fasi in cui l’equilibrio può essere messo a dura prova con conseguenze anche sulla capacità di rispondere ai bisogni primari, tra i quali il lavoro. A volte si è costretti a vivere una situazione di disagio permanente che deve essere gestita lungo tutto il corso della vita, altre volte ci si può trovare a fronteggiare una fase di passaggio (lutti, disoccupazione, malattie o altri episodi similari). Può capitare anche di vivere una situazione di disagio indiretta, come ad esempio quella provocata dalla scoperta di una malattia di un figlio, di un familiare e aver bisogno di essere supportati e compresi per supportare e comprendere a nostra volta. In tutte queste situazioni il CSM si pone come punto di approdo e sostegno della comunità.

Quello che si sa con certezza è che le situazioni di disagio, siano esse permanenti o passeggere, possono mettere a dura prova l’equilibrio psichico di ciascuno di noi. Quello che si sperimenta è la sensazione di sentirsi persi, può venire a mancare la resilienza, la capacità di relazionarsi con gli altri, il senso di autoefficacia. E’ in questo frangente che in modo del tutto naturale, la persona fragile cerca aiuto nella rete degli affetti, delle amicizie, del lavoro. E quando questa rete, per un modo o per un altro viene a mancare? Questo è uno degli scenari più complicati poiché la persona con fragilità può avere difficoltà a ricostruire la sua rete di riferimento. In questi casi specifici, il CSM interviene alla richiesta di aiuto e si pone come uno spazio sempre aperto per la condivisione e il superamento delle difficoltà.

L’equilibrio viene ripristinato quando si è riusciti a motivare, sostenere e assistere la persona con disabilità e questa, dopo tanto sperimentarsi e ascoltarsi, scopre di cosa ha bisogno e provvede a procurarselo in completa autonomia riuscendo così a reintegrarsi nella comunità.

Il prezioso supporto del CSM e di tutti suoi operatori dà modo ai tirocinanti di INCLUDIS di uscire fuori di casa e affrontare il lavoro con la consapevolezza di essere sempre accompagnati, capiti e accettati. Il tirocinio è una ripartenza in un contesto protetto e partecipato e ha l’obiettivo di aiutare la persona ad essere cittadino capace di autodeterminarsi.